La raccolta fondi non è autorizzata: fuori dall’ospedale di Verbania arrivano polizia e vigili

L’episodio venerdì mattina davanti al Castelli


Pubblicato il 06/01/2018
VERBANIA

Si erano posizionati con tanto di tavolino all’ingresso dell’ospedale Castelli di Verbania e chiedevano offerte per l’acquisto di un’ambulanza nuova. Alcuni indossavano divise da barelliere e al petto avevano cartellini che li identificavano come volontari della onlus Croce San Michele di Milano, la stessa finita a Striscia la notizia perché chiedeva offerte fuori da un cimitero senza ricevute. Venerdì mattina almeno una in realtà l’hanno rilasciata a un signore che, dopo aver donato, si è recato alla sede della Croce rossa di fronte all’ospedale per sapere di più della raccolta fondi con la volontà di aumentare il supporto all’ente. E’ così che gli operatori hanno appreso dell’attività svolta davanti all’ingresso del Castelli dalla Croce di San Michele, pare a nome della Croce rossa: l’uomo ha infatti raccontato di aver donato perché i promotori si erano presentati come sostenitori della Cri.  

 

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Alla richiesta di chiarimenti da parte dei volontari della Cri i toni dei questuanti si sono subito alzati. Sono quindi stati chiamati polizia e vigili, che hanno rilevato alcune anomalie, come un codice fiscale inesistente indicato sul timbro.  

 

 

Alla Croce di San Michele è stata comminata una sanzione amministrativa di 100 euro per raccolta fondi in luogo non autorizzato. Gli esponenti del gruppo avevano inviato una richiesta ai Comuni di Omegna e Verbania: nel Cusio l’autorizzazione è stata negata, mentre Verbania non aveva ancora risposto (avendo a disposizione 30 giorni per farlo): nonostante ciò la Croce si è piazzata fuori dal Castelli, che il regolamento comunale indica come luogo sensibile vicino al quale è vietato raccogliere denaro.  

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