A San Damiano giovane perdona il suo braccio amputato e trasforma la sua storia in un libro

Consigliere comunale e scrittrice
Francesca Gerbi


Pubblicato il 11/01/2018
san damiano

«Avevo bisogno di fare pace con lui, gli ho scritto lettere bruttissime, scaricandogli addosso la rabbia che provavo. Ora è un amico». 

 

Quelle frasi rivolte a un braccio amputato dopo anni di malattia e sofferenze, Francesca Gerbi le ha trasformate in un libro. Il titolo è «Cicatrici oltre il buio» (Soletti editore), perché per Francesca «le cicatrici servono a perdonare il passato e guardare al futuro». 

 

Laurea in Lettere e tesserino da giornalista pubblicista, Francesca Gerbi, 28 anni, è cresciuta tra Corneliano d’Alba - «il posto in cui amo scrivere» - e San Damiano d’Asti, dove è consigliere comunale e a settembre ha sposato il sindaco.  

 

Problemi circolatori  

«Avevo otto anni quando ho iniziato a fare i conti con una malformazione artero-venosa al braccio destro che, dopo una vita di antidolorifici e sale operatorie, si è rivelata un tumore dei tessuti - racconta -. Il 21 marzo 2016 è arrivata la mia personale primavera: l’amputazione. Una liberazione, anche se poi ho dovuto rielaborare il lutto. Allora una psicoterapeuta mi ha consigliato di scrivere». 

 

Ma nel libro di Francesca non c’è solo la sua storia. Ne seguono altre 17 di persone, in tutta Italia. «Sono partita alla ricerca di amputati come me. L’associazione Sportabili mi ha messo in contatto con i primi, atleti che nello sport hanno trovato la loro terapia. Poi, persone più comuni. Le soddisfazioni più grandi? Intervistare tutti e, quando ognuno ha letto la propria storia, non ricevere alcuna correzione». 

 

Dedicato alla mamma  

Dedicato a mamma Alessandra, nella prefazione di «Cicatrici oltre il buio» Bruno Gambarotta scrive: «Ecco un libro che infonde coraggio e speranza, che aiuta a guardare negli occhi i nostri fratelli che sono stati capaci di ribaltare le menomazioni subite ridando nuova vita alla loro vita. E, di riflesso, alla nostra».  

Quanto è difficile scrivere con la mano sinistra se non sei mancino? «Con un quaderno di prima elementare, ho imparato in una settimana. Solo una cosa non mi riesce più con una mano sola: raccogliere i capelli nella coda di cavallo. Ecco perché ora porto il caschetto». 

home

home

La Stampa con te dove e quando vuoi

I più letti del giorno

I più letti del giorno