Apre una pasticceria a Valenza: per il mio negozio voglio solo artigiani locali. Si offrono in duecento

In coda muratori, idraulici, geometri, piastrellisti, arredatori e elettricisti dopo il singolare annuncio dell’imprenditore: “In futuro saranno clienti. Così facciamo muovere l’economia”

Bruno Paterna ha 55 anni e fra pochi mesi aprirà una pasticceria caffetteria nella piazzetta del Palaguerci


Pubblicato il 16/01/2018
Ultima modifica il 17/01/2018 alle ore 08:46
VALENZA (alessandria)

In due giorni è stato sommerso di telefonate di muratori, idraulici, geometri, piastrellisti, arredatori, elettricisti. Aveva lanciato un appello per «reclutare» manodopera locale per allestire il suo negozio nella città dell’oro, a Valenza. Le risposte sono subito arrivate. Bruno Paterna, 55 anni, intende aprire una pasticceria-caffetteria nella piazzetta del Palaguerci, in via del Castagnone. «Mi sono arrivate duecento telefonate. Questa città deve risorgere e dare lavoro ai “locali” significa smuovere l’economia. Loro, del resto, daranno da vivere a me fra qualche mese e il mio è un “anticipo a loro sul mio mantenimento”».  

 

«Avevo messo un cartello nel negozio con il numero del mio cellulare, poi un’amica l’ha fotografato e postato su Facebook. Da allora il mio telefono è diventato rosso per le chiamate e ho già allestito una squadra per l’avvio dei lavori» racconta. Si era detto anche disposto a pagare qualcosina in più se avessero risposto lavoratori locali e ha mantenuto fede alla sua parola.  

 

Paterna, cinque fratelli tutti panettieri o pasticcieri tra Casale e Asti, aprirà il negozio fra qualche mese: «Il tempo di realizzare un forno e una caffetteria di livello dove la gente possa gustare quanto produrrò».

 

 

Un fratello gemello, Mario, che aveva gestito una panetteria a San Salvatore, ora lavora ad Asti. Una focacceria Paterna, a nome di Bruno, era a due passi dallo stadio di Alessandria («ho chiuso per trasferirmi a Valenza dove abito») e un altro negozio è a Casale in corso Valentino, specializzato in focaccia alla ligure e dolci, «con una “torta Casale” a base di pasta di mandorle, che ho intenzione di replicare a Valenza con una ricetta un po’ diversa per qualificare il negozio». Non si può negare che Bruno Paterna, originario di Asti, abbia le idee chiare. Soprattutto «ci credo e vorrei che tanti valenzani che trovo timorosi di buttarsi in nuove avventure seguissero il mio esempio. Mi riconosco in ciò che faccio. Quando all’alba un edicolante o un camionista viene a gustare la mia focaccia e la mangia di gusto, sparisce la fatica della levataccia». Un cammino che due nipoti, Luca e Carlotta, 21 e 18 anni, dicono di volere seguire. 

 

Lavoro locale in una città «che era il vanto dell’oreficeria e che ora si è ripiegata su se stessa. Valenza merita di più. Il lavoro qui bisogna ricrearlo e io, nel mio piccolo, ho cercato di farlo». Bruno Paterna, pur con le mani bianche di farina, ragiona come un imprenditore. Chi arriva a lavorare da Valenza non avrà spese di trasporto, di pasti fuori casa, di pernottamenti. «Ciò che guadagna se lo metterà in tasca e io avrò il mio bel negozio».  

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