Irpef, Iva e Irap finivano a Santo Domingo: due parrucchieri di Aosta arrestati per evasione

Dal 2000 al 2016 la titolare ha presentato regolari dichiarazioni dei redditi, ma non ha mai versato un centesimo

Il negozio Josefina hairstylist di via Torino ad Aosta


Pubblicato il 16/01/2018
Ultima modifica il 17/01/2018 alle ore 18:42
aosta

Una verifica fiscale certifica che in sedici anni, dal 2000 al 2016, aveva sempre presentato regolari dichiarazioni dei redditi, ma non aveva mai versato un centesimo né di Irpef, né di Iva, né di Irap. L’evasione ammonta a quasi un milione di euro, ma i debiti tributari sono di 231 mila. Tutti soldi che Josefina Bienvenida Herrera Nunez, 52 anni di Aosta, parrucchiera in via Torino, ha inviato in Repubblica Dominicana tramite «money transfer» o ricariche di carte prepagate.  

 

A Santo Domingo, capitale dominicana, aveva un attico con idromassaggio, una villa con piscina e altri due saloni di parrucchiera. Per il reato di autoriciclaggio, aggravato perché transnazionale, Herrera è finita questa mattina agli arresti domiciliari con il convivente Antonino Tripodi, 54 anni, dipendente dell’Agenzia delle entrate (ex catasto) e collaboratore nel negozio «Josefina hair stylist». 

 

In Repubblica Dominicana sono indagate altre dodici persone, che avrebbero favorito i trasferimenti di denaro; per questo si aggiunge l’aggravante del reato in concorso. I due arresti sono stati eseguiti questa mattina dalla guardia di finanza di Aosta, su ordinanza del giudice per le indagini preliminari Giuseppe Colazingari, richiesta dal pm Luca Ceccanti. «È il primo caso in Valle d’Aosta di indagine per autoriciclaggio - spiega il tenente colonnello Francesco Caracciolo, comandante del gruppo di Aosta della Finanza -. Ce ne sono pochissimi in Italia e finora si contano sulle dita di una mano i casi di arresti». Il nuovo reato è stato introdotto nel 2015.  

 

In mattinata la guardia di finanza ha perquisito il negozio di via Torino, l’abitazione di Tripodi e Herrera e la postazione di lavoro di Tripodi all’Agenzia delle entrate. Ai due saranno sequestrati conti correnti (erano intestati a Tripodi anche quelli utilizzati dall’azienda), immobili e auto, fino alla concorrenza di 231 mila euro. «Ipotizziamo anche una rogatoria internazionale per il sequestro dei beni nella Repubblica Dominicana» dice il generale di brigata Raffaele Ditroia, comandante regionale della Finanza. 

 

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