Un selfie con la bicicletta di Coppi per entrare nella storia dello sport

Alessandria, da domani al museo esposta la Bianchi del campione

La «Bianchi» sulla quale Coppi vinse Giro e Tour del 1949 (da sinistra Roberto Livraghi, il collezionista Gianfranco Trevisan con la compagna Dorina)


Pubblicato il 16/01/2018
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Quel telaio carta da zucchero, il manubrio che la trasforma in un ariete e la borraccia argentata, ben salda davanti. Linee che hanno fatto l’epopea del ciclismo. Qualcuno, fortunato, ha assistito a quelle imprese epiche: su questa bici Fausto Coppi vinse tutto. Era il 1949 e l’inseparabile Bianchi lo portò sulla vetta (vera e del podio) del Giro d’Italia e del Tour de France. Pedivelle e raggi leggendari che, da domani, verranno esposti in un museo, ma solo per tre mesi. 

 

Il collezionista Gianfranco Trevisan l’ha prestata («scortata» da Padova, da dove è venuto con la compagna Dorina qualche giorno fa) al Museo «Acdb-Alessandria Città delle biciclette», nato da pochi mesi e già «in volata», perché iniziative e ospiti saranno davvero tante in questo primo anno di vita. La bicicletta sarà al «suo» posto dalla settimana prossima, nella sala dedicata a Fausto Coppi, dove fino a due settimane fa è stata ospite anche l’ultima bicicletta del Campionissimo, utilizzata al Trofeo Baracchi del 4 novembre 1959. 

 

La storia  

La Bianchi di dieci anni prima è stata completamente restaurata, ma per chi sa notare i dettagli, ecco quella «sbeccatura» che indica una caduta, probabilmente la famosa della quinta tappa, Rouen-Saint Malo, che non fermò il Campionissimo. Anzi, probabilmente gli donò grinta. 

 

Il Museo «Alessandria Città delle biciclette» (a Palazzo Monferrato in via San Lorenzo) partecipa alla «Giornata dei selfie nei musei» con un’apertura straordinaria, domani: «Il selfie può assumere un significato diverso se incontra l’arte, perché la forma di autoscatto contemporanea può diventare mezzo di divulgazione del patrimonio artistico e culturale» è l’obiettivo del «Museum Selfie Day». Da «Acdb» si potrà immortalare anche la Bianchi, la bici della fuga epica nella tappa Cuneo-Pinerolo che con Coppi «uomo solo al comando», che staccò il secondo di ben dodici minuti. «Quella fuga - ricorda Roberto Livraghi, segretario della Camera di commercio di Alessandria, l’ente che a cui si deve l’allestimento del museo - è componente fondamentale di un mito che non dà segni di usura e che, anzi, avvicinandosi l’anno del centenario della nascita, cioè il 2019, sembra diventare di giorno in giorno più affascinante».  

 

Il record  

Sempre domani, arriverà la Legnano usata da Coppi nel 1942, quando stabilì il record dell’ora al Vigorelli; un prestito a sorpresa del Museo del ciclismo Madonna del Ghisallo di Magreglio. Un altro paragrafo importante in questo racconto su due ruote. Dalle 18 ci saranno anche Paolo Tullini e Paolo Amadori, autori di «Le bici di Coppi», uscito con una seconda edizione nel 2017, dopo il ritrovamento di due bici del Campionissimo, tra cui quella che Faustino Coppi ha lasciato in prestito ad «AcdB» fino a qualche giorno fa, ora esposta al Museo dei Campionissimi di Novi Ligure. Fra i primi a visitare il museo di Alessandria, il giorno dell’inaugurazione, c’era Davide Cassani, ct della nazionale di ciclismo, che così ha sentenziato: «Qui si entra nella storia dello sport e del ciclismo». E, da oggi, nel mito di Coppi. 

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