Valenza, cresce la tassa rifiuti: “Solo di pochi euro a bolletta”

Restano invariate Imu e Tasi, su cui comunque continua la polemica

Il municipio di Valenza: l’altra sera il Consiglio comunale


Pubblicato il 17/01/2018
Ultima modifica il 17/01/2018 alle ore 09:59
valenza

Aumenta per i valenzani la tariffa rifiuti: il relativo piano di previsione è stato approvato l’altra sera dal Consiglio comunale. Non viene considerata una tassa in quanto deve per legge coprire i costi di smaltimento, in questo caso i costi, appunto, sono stati incrementati dai problemi di Aral, l’azienda che gestisce la discarica e l’impianto di Castelceriolo. L’indifferenziata in particolare passa da 127 a 140 euro a tonnellata, mentre salgono a 140 euro anche gli ingombranti (erano 123), gli imballaggi misti da utenze non domestiche (sempre da 123) e i rifiuti da spazzamento stradale (erano a 100 euro). 

 

Insomma sono più o meno 170 mila euro in più. Alessandria la sua parte di disavanzo (attorno al mezzo milione) è riuscita ad assorbirla nel bilancio preventivo grazie alla previsione (ottimistica o meno si vedrà) sul recupero dell’evasione. Valenza, che ha un alta percentuale di riscosso (ben oltre l’80%) non ha gli stessi margini di manovra. Di qui gli aumenti, «non elevati» hanno precisato sia l’assessore Antonella Perrone che il sindaco Gianluca Barbero. Alcune simulazioni indicano un 1,7% per le utenze non domestiche e in media qualcosa in più per quelle domestiche, dipende e dai componenti della famiglia: un nucleo di due persone vedrebbe un incremento di 7 euro su circa 150. (comunque il 5%) La minoranza ha votato contro non per i numeri, quanto perché da tempo chiede invano una commissione per discutere della raccolta differenziata, che oggi è sotto il 40% e dovrebbe arrivare oltre il 65% nel 2020, pena multe salate. 

 

Scontro anche su Imu e Tasi, le tasse immobiliari, che restano invariate. Ma il «vulnus» risale a due anni fa, quando l’aumento fu deliberato in ritardo. Luca Merlino ha insistito sul fatto che questo rende il provvedimento non valido, in quanto doveva entrare in vigore il 1° gennaio successivo (2016). L’assessore Perrone è di parere opposto. Entrambi hanno citato sentenze varie di segno diverso. Il problema è che fin dall’inizio il Consiglio di Stato aveva dato un colpo al cerchio e uno alla botte e a questo punto potrebbe solo intervenire la Corte dei conti (ma dopo tre anni....), o il ricorso di qualche contribuente che finora non c’è stato. Alla fine Luca Rossi (Fi) ha votato contro, il resto dell’opposizione (Lega e M5S) è uscito dall’aula. 

home

home

La Stampa con te dove e quando vuoi

I più letti del giorno

I più letti del giorno