Condannati a 5 anni i gestori dell’asilo lager di Roma

I titolari del nido al Pigneto, Silvia ed Eligio Scalas, erano senza autorizzazioni e sono finiti in manette lo scorso giugno per percosse e maltrattamenti nei confronti di 17 bimbi


Pubblicato il 17/01/2018
Ultima modifica il 17/01/2018 alle ore 19:42

Con due condanne a 5 anni di reclusione, si è chiuso davanti al gup Angela Gerardi il processo a carico dei fratelli Silvia ed Eligio Scalas, titolari di un asilo nido al Pigneto privo di autorizzazioni, finiti in manette lo scorso giugno per percosse e maltrattamenti nei confronti di 17 bimbi che erano ospitati nella struttura. 

 

I due imputati, attualmente agli arresti domiciliari, erano accusati dal pm Claudia Alberti di aver insultato, anche con epiteti a sfondo razzista e sessuale, e preso a schiaffi i piccoli la cui età andava dagli otto mesi a un massimo di tre anni.  

 

L’inchiesta, condotta dalla Polaria di Fiumicino, era partita dalla denuncia dei genitori di una bambina di due anni. Dalle immagini di alcune telecamere messe nell’asilo dagli investigatori era emerso in modo chiaro e inequivocabile il quadro di soprusi e violenze, fisiche e psicologiche. 

 

La sentenza è stata accolta da un applauso. «E’ una condanna giusta in rapporto alle accuse, ma non in rapporto al danno cagionato. Un danno che i nostri figli si porteranno dentro per tutta la vita, con ricordi che rimarranno purtroppo nella testa dei nostri bambini», hanno commentato i genitori dei bimbi coinvolti. «Hanno subito per mesi, e alcuni di loro per due anni, violenze e vessazioni anche di natura sessuale. Ringraziamo il pm per il lavoro fatto che ha portato alla condanna di oggi», aggiungono.  

 

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