Cederna al Faraggiana: “Mozart è un mistero come ognuno di noi”

L’attore ritorna a Novara 30 anni dopo “Amadeus”

Il mattatore: «Dopo trent’anni Wolfgang Amadè è tornato a trovarmi - racconta Giuseppe Cederna - . È saltato fuori chiedendomi di aiutarlo a ritrovare sè stesso. Di raccontare la mia e la sua storia»


Pubblicato il 08/02/2018
novara

A distanza di trent’anni dal suo debutto al Coccia con «Amadeus» (lui era sempre Mozart e con lui c’era l’amico Umberto Orsini nella parte di Salieri), Giuseppe Cederna ritorna a Novara con «Mozart, il sogno di un clown», questa volta sul palco del Teatro Faraggiana. E per l’occasione, oltre allo spettacolo serale di questa sera (giovedì) alle 21, farà una replica anche la mattina di domani (venerdì). Biglietti da 15 a 20 euro e da 8 euro solo per il matinée. 

 

«Faccio ancora il clown»  

«Dopo trent’anni Wolfgang Amadè è tornato a trovarmi - racconta l’attore e scrittore romano -. È saltato fuori chiedendomi di aiutarlo a ritrovare sé stesso. Di provarci almeno. Di raccontare la mia e la sua storia. Di tornare, per amore suo, a fare il clown come una volta. Ed eccomi qui». 

La prima volta fu nel 1987, chiamato da Mario Missiroli e Umberto Orsini a interpretarlo nel testo di Peter Shaffer (lo stesso «Amadeus» che ispirò anche il film di Milos Forman). La seconda è ora con un testo che Cederna firma e interpreta per la regia di Ruggero Cara ed Elisabeth Boeke, debuttato al Franco Parenti di Milano nel marzo dello scorso anno. Una sorta di ritorno alle origini che intreccia la storia di Mozart a quella di un attore, un Cederna ancora «ai tempi del clown», che combatte per interpretarlo e «far uscire ciò che ha dentro di sé di quel genio».  

 

Ricordi e aneddoti  

Lo spettacolo inizia in proscenio, a sipario chiuso, con il monologo dell’attore molto anni ’70, tra aneddoti personali e la storia del vecchio incontro in Valtellina, ai piedi delle montagne, con Wolfgang Hildesheimer, forse il più celebre biografo di Mozart. Era amico del padre di Cederna e gli diede molti consigli. Tra cui questo: «È impossibile comprendere una figura del passato, e tanto meno un genio, se non si sia mai fatto il tentativo di comprendere se stessi. Mozart era un mistero anche per sè». Poi ecco un salotto rococò e un Mozart vestito con parrucca e tacchetti come nei cioccolatini, accompagnato dalla sua musica, eseguita al piano dal maestro Sandro D’Onofrio. 

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