Nessun nuovo treno in arrivo per i pendolari del Novarese

Rfi ha predisposto un piano di acquisizione del nuovo materiale rotabile ma solo dal prossimo biennio

La stazione di Arona


Pubblicato il 08/02/2018
Ultima modifica il 09/02/2018 alle ore 10:49
arona

Niente treni nuovi per i pendolari del Novarese e del Vco almeno fino al 2019: Rfi, infatti, ha predisposto un piano di acquisizione di nuovo materiale rotabile ma solo a partire dal prossimo biennio. Fino ad allora, chi utilizza il treno quotidianamente per andare al lavoro o per motivi di studio dovrà sperare nel cosiddetto «revamping», ovvero nella ristrutturazione di motrici e carrozze già in uso. Non è forse la notizia che molti attendevano quella che è emersa dal primo incontro del consiglio direttivo del «Comitato dei sindaci per i pendolari e il territorio» con il vice-presidente della Regione Piemonte Aldo Reschigna.  

 

In realtà, lunedì a Palazzo Lascaris, i sindaci Silvia Marchionini di Verbania, Daniele Baglione di Gattinara, Giorgio Angeleri di Orta San Giulio, Gianpaolo Blardone di Pallanzeno, Alberto Gusmeroli di Arona, Stefano Bellaria di Somma Lombardo e l’assessore Annalisa Beccaria del Comune di Borgomanero, hanno posto sul tavolo molte questioni, oltre a quella della sicurezza. Sulle problematiche legate alle vibrazioni e al rumore al passaggio dei convogli in prossimità delle abitazioni, il confronto avverrà direttamente con Rfi e Trenord.  

 

Quanto alla richiesta di ripristinare la linea Arona - Santhià, dismessa nel 2012, Cesare Paonessa, funzionario dell’Agenzia per la mobilità metropolitana, ha chiarito che la situazione economica, con costi di gestione insostenibili a fronte del numero degli utenti, non è cambiata e che il bilancio regionale non concede alcun margine in tal senso, a meno che la linea non venga privatizzata: «Ci sono manifestazioni d’interesse» ha dichiarato Paonessa. Alberto Gusmeroli, sindaco di Arona: «Torneremo in Regione a marzo. La riunione di lunedì non poteva sortire risultati immediati, ma indubbiamente l’aver costituito un comitato, composto da 33 sindaci, ci permetterà di ottenere l’attenzione delle istituzioni regionali piemontesi e lombarde, ma soprattutto di Rfi e Trenord, affinché migliori la qualità dei servizi».  

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