Maccarone: “Con la Juventus dell’Australia faccio gol e mi diverto ancora”

Il bomber di Oleggio, 38 anni, gioca nel Brisbane Roar

Massimo Maccarone, 38 anni


Pubblicato il 09/02/2018
Ultima modifica il 09/02/2018 alle ore 10:48
OLEGGIO

È sempre Big Mac, anche all’altro capo del mondo e con un filo di barba bianca. Massimo Maccarone, 38 anni, non smette di segnare: con 9 gol in 20 partite è il bomber del Brisbane Roar, la squadra più titolata, una Juventus d’Australia. A luglio l’attaccante di Oleggio e la sua famiglia hanno lasciato Empoli per trasferirsi nel Queensland, dove non conoscono l’inverno e già a fine Ottocento si stabilì la prima comunità italiana del Paese. 

 

Maccarone, si è messo a esportare calcio?  

«Non direi proprio. Gli australiani sono ai Mondiali, noi no. E nello spogliatoio non smettono di farmelo notare…» 

 

Lei come la prende?  

«Incasso. Qui il pallone si vive senza le pressioni che siamo abituati a sopportare in Italia. Perdi? Non importa. Incontri i tifosi per strada che ti dicono: tranquillo, vinceremo la prossima. Dovremmo imparare qualcosa da loro. Le strutture sono fantastiche, gli stadi un modello. Purtroppo le persone che vanno a vedere le partite sono ancora poche, ma cresceranno». 

 

In campionato come sta andando?  

«A dire il vero non siamo partiti troppo bene. In classifica la squadra è settima su dieci, penalizzata da un sacco di infortuni muscolari. Però non siamo spacciati: mancano otto gare alla fine della stagione regolare e bisogna stare tra le prime sei per accedere ai playoff. A quel punto ce la potremmo giocare davvero contro chiunque». 

 

Perché ha scelto l’Australia?  

«Volevo provare qualcosa di nuovo. Come a 23 anni, quando andai in Inghilterra per giocare nel Middlesbrough. Sto bene, mi diverto come un ragazzino e finché avrò queste sensazioni non vedo perché dovrei mollare. Sarà forse il caldo che mi conserva». 

 

Cioè?  

«Adesso siamo nel pieno del campionato ed è estate, per cui capita di giocare partite a 35 o 36 gradi. Ma anche un paio di giorni a luglio, quando ero appena arrivato, ricordo che il termometro segnava 32. Il sole mi sta allungando la carriera». 

 

Cosa l’ha colpita di Brisbane?  

«L’organizzazione, il rispetto, la pulizia. Tutto è in ordine e anche le mie bambine hanno iniziato a inserirsi: una frequenta l’asilo, l’altra la scuola. Si confrontano con una cultura diversa dalla nostra e imparano la lingua. E’ un’esperienza che consiglieri anche ai ragazzi più grandi, almeno per qualche mese». 

 

Cosa le manca dell’Italia?  

«Gli amici, certo. Però ho conosciuto persone che mi stanno aiutando un sacco. Una è Mariangela Stagnitti, la presidente del Comitato degli italiani all’estero (Comites) di Brisbane. L’altro si chiama Donny, un ragazzo australiano con cui rinfresco il mio inglese». 

 

La sua è una scelta di vita definitiva?  

«Per adesso è temporanea. Non si sa mai, ho imparato a non sbilanciarmi troppo: fino a un anno fa ero convinto di restare per sempre a Empoli e ora mi ritrovo nell’altro emisfero, quindi…». 

 

A proposito, prova ancora rancore per come è finita con il club toscano?  

«No davvero, è passato troppo tempo. Peraltro sono venuto qui, dall’altra parte del mondo, anche per dimenticare». 

 

Quando la rivedremo a Oleggio?  

«Sarà una delle prime tappe al ritorno. Le bambine devono vedere la nonna (ride, ndr)». 

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